Hot! Life on Mars (UK), i protagonisti: John Simm e Philip Glenister


Cosa sarebbero i personaggi di Life on Mars, per quanto ben scritti, se non ci fossero attori in grado di portarli sullo schermo?

Trovo che gli attori inglesi abbiano un fascino, un carisma, un’intensità e last but not least una bravura che gli americani possono solo sognare (non parlo degli italiani che farebbero meglio a rinchiudersi dentro uno sgabuzzino e buttare la chiave, a parte qualche eccezione).
Sono tutti bravi e perfettamente in parte, anche i comprimari (I love you barman!!) ma ovviamente una nota di merito, forse qualcosa in più di questo, va a John Simm e Philip Glenister.

Il secondo è stato bravissimo a non far diventare Gene Hunt la caricatura di se stesso, una macchietta, e il rischio c’era visto il personaggio sopra le righe e fuori dagli schemi.

Ma il mio cuore ovviamente va a John Simm. Non si tratta di bellezza e figaggine. E’ molto più di questo. E’ rendere il personaggio persona, vivere e non rappresentare.

E’ assolutamente credibile sia nei momenti drammatici che in quelli più leggeri. Non c’è stato un solo fotogramma che mi abbia lasciato l’impressione di un attore che recita una parte.

Io lo guardavo e lo pensavo come Sam Tyler. Insomma l’attore che scompare di fronte al personaggio.

Quando piange ti viene voglia (ok ok MI viene voglia) di entrare nello schermo e abbracciarlo – povero piccolo Sammy – quando è smarrito e sembra chiedere aiuto, ti trovi lì a urlare (ok ok MI trovo lì a urlare) non fare così adesso passa.

E quando ride beh io rido con lui.

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Autore

Mara Perri

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